Il libro-gioco di San Valentino: giocare con i cuori

San Valentino è ormai vicino e avevo preparato un po’ di schede da fare insieme a PF, tutti  a soggetto “cuori”. Avevo pensato di proporgliele settimana prossima, ma da qualche giorno il mio cucciolo è a casa con la febbre e avevamo bisogno, per occupare il tempo, di attività nuove, semplici e tranquille.

Ho quindi preso tutte le mie schede, che avevo già stampato ma non ritagliato, è gli ho costruito in quattro e quattr’otto un librettino gioco.

Ho preso una cartelletta di cartone gialla e ho incollato le mie 3 schede-base, poi mi sono messa a ritagliare le parti piccole, incollandole su dei cartoncini. Non ho avuto però il tempo di plastificarle: PF era troppo eccitato all’idea di giocare che non ho avuto modo di ricoprirle! Sul foglio interno della cartelletta ho incollato 3 buste (una per ogni gioco) e ho inserito dentro i cuori ritagliati.

Tre sono le attività che ho pensato tutte legate ad abbianamenti (bisogna cioè abbinare alle immagini delle schede-base i relativi cuoricini):

  • Grandezze. Bisogna far combiaciare i cuori ritagliati, con quelli sulla scheda base. Ogni cuore è diverso per grandezza, ma non per colore
  • Colori. Anche qui ci sono cuori da abbianare alla scheda base, ma questa volta sono uguali in grandezza, ma diversi in colore
  • Numeri. Questa è l’attività che è piaciuta di più a Piccolo Furfante :-)   Bisogna abbinare i cuori in base al numero riportato su ognuno.Ogni cuore è di diverso colore (uno per numero) e sul retro vi sono tanti puntini quant’è il numero indicato sul cuore stesso. In questo modo  PF ha avuto modo di riconoscere i numeri,  di contare, di abbinare il corretto numero al cuore e di giocare con i  colori .

Ecco le 3 schede che ho usato:

Altre idee cuoriciose:

  • Chasing Cheerios (con una divertente attività per imparare a contare)
  • Make and Take (con una simpatica idea per fare un po’ di ginnastica)
  • Familyfun.go.com (con un divertente memory dai cuori spezzati)
  • AlphaMom (con tutte le istruzioni, anche fotografiche, per creare un tris)
  • Blissfully Domestic (con un gioco per imparare i numeri, i colori e l’uso delle tabelle)

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Il castello di carta dei cavalieri dell’Apocalitta

Mammagiramondo ha colpito ancora!! Da sempre leggo i suoi post e da sempre mi faccio rapire dai suoi racconti e dalle sue avventure. Qualche giorno fa mi sono lasciata trasportare dalla magia delle sue parole,  leggendo l’articolo dedicato ai castelli di Bellinzona, città che adoro e che dista pochissimo da casa P.

Così, visto che era già in programma una gita sulla neve nella vicina Svizzera, io e Papà Ema abbiamo deciso di fare una sosta sulla strada per visitare uno dei tanti castelli disseminati qua e là. Abbiamo scelto per comodità il castello di Mesocco ai piedi del monte San Bernardino. Il castello è in via di ristrutturazione e vi si accede solamente da un sentiero che in questo periodo è completamente sommerso di neve. Salire la ripida stradina e trovarsi davanti il gigantesco muro di cinta e alle torri imponenti è stato già di per sè emozionante. Piccolo  si è lasciato trasportare dalla magia del luogo: noi, unici visitatori, che varcato il ponte levatoio siamo stati catapultati in un luogo incantato, fermo nel tempo. Il castello è interamente visitabile, anche se alcune zone sono un po’ “pericolose” per un bimbo piccolo perchè prive di sicurezze e recinzioni. La nostra gita ha avuto un gran successo, tanto che Piccolo Furfante non ne voleva più sapere di venir via. Papà Ema allora si è dovuto inventare una delle sue “bizzarre” storie per convincerlo a riprendere il cammino: dovete saper , infatti, che  i 4 cavalieri dell’Apocalisse  (Apocalitta per PF), padroni del castello, alle 14.00 in punto di ogni giorno tornano alla loro dimora per riposarsi dalle fatiche e se trovano qualcuno nel palazzo, lo trasformano in un pezzo di ghiaccio. Essendo il castello pieno di pezzi di ghiaccio, la storia è sembrata alquanto verosimile a Piccolo Furfante che non si è fatto pregare oltre ;-)

La visita al castello però lo ha talmente colpito che non ha fatto altro che raccontare la sua avventura a tutti e a riviverla con le sue costruzioni Lego.Così mi sono detta: perchè non costruire insieme il castello dei Cavalieri dell’Apocalitta!??

L’anno scorso avevamo già  realizzato un castello con i rotoli di carta igienica: gioco che lo aveva divertito parecchio. Quello che però ora volevo creare era un castello diverso:  più imponente, con un ponte levatoio, la bandiera svolazzante… Insomma un castello degno dei 4 cavalieri dell’Apocalitta e adatto ai giochi di PF ;-)

Pensa che ti ripensa, finalmente ho steso un progetto, ma prima ho avuto bisogno di compare uno degli ultimi pandori rimasti al supermercato. Mi sono dovuta, come si dice, “sacrificare per la causa”: sbafarmi il pandoro per poter riciclare la scatola!!  ;-)

Cosa abbiamo usato per costruire il nostro castello:

  • scatola di pandoro
  • colori acrilici (bianco e nero)
  • pastelli (grigio, verde, marrone chiaro e scuro)
  • forbici
  • coltello
  • filo di lana
  • carta adesiva verde
  • 1 cannuccia

Come lo abbiamo costruito:

Per prima cosa dovevamo dare alla scatola la forma del castello. Ho creato quindi  le guglie, facendo dei tagli sulla parte alta della scatola. Tagli distanzati fra loro 2/3 cm. Ho poi tagliato alternativamente (una sì e uno no) le liste di carta che si erano create: le listine non tagliate rimangono attaccate alla parte alta della scatola, mentre quelle tagliate diventeranno le guglie . Una volta create le liste,  facendo una leggera pressione sulla parte alta della scatola, il cartone si abbassa fin sotto i tagli, facendo emergere le guglie (parti staccate dal cartone) e creando un piedistallo (parte alta della scatola con listine attaccate) dove i personaggi possono essere appoggiati. E’ più difficile a dirsi che a farsi: credetemi!! La foto a fianco chiarisce meglio il tutto.

Ho poi creato i ponti levatoi (Piccolo Furfante ne voleva due!!): usando un coltello ho praticato due fori, abbastanza grandi, su due lati della scatola. Le porte devono rimanere attaccate alla scatola alla base della stessa.

Una volta presa la forma di un castello (giuglie e porte), abbiamo cominciato a dipingerlo. Prima abbiamo steso una base, molto spessa, di bianco e poi, quando ormai il colore era quasi asciutto, abbiamo unito al bianco il nero e con pennellate poco precise (con PF non ci sono problemi!) abbiamo rivestito tutta la scatola che è rimasta ad asciugare per una notte intera.

Il mattino dopo (con PF a scuola e delle slide che aspettavano solo di essere preparate. ARGH!) mi sono messa a disegnare con i pastelli i mattoni del muro, il prato, i ponti levatoi ed alcuni ciuffetti d’erba tra i mattoni.Per rendere i ponti davvero levatoi, ho fatto un foro in alto a ciascuna porta e ho infilato un filo di lana  (lungo) che unisse i due ponti. Ho infilato la metà del filo di lana all’interno del buco della parte alta della scatola, dove c’era originariamente il nastro. Ho inserito poi il filo di lana dentro ad una cannuccia che ha bloccato così il buchino. In cima alla cannuccia ho appiccicato una bandiera di carta.

Per finire ho rivestito la base interna della scatola con della carta adesiva verde, per dare un effetto prato.

Il nostro castello è terminato. Ha due ponti levatoi che si sollevano tirando la cordicella infilata nella cannuccia, un piedistallo che permette ai cavalieri di controllare cosa succede all’esterno  ed un ampio pian terreno dove riporre armi e far riposare i cavalli! Insomma: un castello perfetto per i nostri 4 cavalieri dell’Apocalitta! :-)

Ecco altre idee cavalleresche dalla rete:

  • HowStuffWorks (con le istruzioni per creare un castello di carta)
  • Playbythebook (per realizzare un castello con una scatola di cartone e 4 rotoli di carta igienica)
  • Kids’Castles (con tante immagini e idee per creare castelli fai da te)
  • CraftProjects(con un altro castello di cartone)
  • Counter-cultarSchool (per creare un castello di cartone e fare alcune attività cavalleresche)
  • KidoInfo (con le istruzioni ed il modello per costruire un castello con fogli di foam)
  • PaneAmoreeCreatività (per creare case e castelli di cartone a grandezza bambino)
  • CrochetMe (per realizzare ad uncinetto i personaggi del castello: il drago, la principessa, il prode cavaliere, il fido destriero…)
  • FreePeople (per creare un drago-pipistrello con il feltro)
  • Crayola.com (con le istruzioni per realizzare alcuni personaggi del castello: la principessa, il principe, il ranocchio)

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Cucinare con i bambini: il panettone di San Biagio

In questo tranquillo (???!!) weekend, Papà Ema ha deciso di preparare il panettone di San Biagio insieme a Piccolo Furfante. Già per le feste di Natale si erano cimentati in panettoni,  rosca de Rejes e veneziane di ogni forma e dimensione per la gioia di parenti ed amici e la mia disperazione (ARGH!! ’sta dieta non s’ha da fare!).

E così, tra spadellamenti vari, ore di attesa, furti di pasta e uvetta, il nostro panettone è finalmente pronto e giace ben impacchettato sul tavolo della cucina!! Non ci resta, infatti,  altro che aspettare il 3 febbraio (e chi riesce a resistere tanto!!) per papparselo tutto :-)

Qui trovate la storia di San Biagio e dell’usanza, tutta milanese, di mangiarsi il panettone il 3 febbraio.

Per chi volesse dilettarsi a preparare in casa il panettone e ridurre la cucina in questo modo, ecco la ricetta di Papà Ema :-)

Note importanti:

  • Avendo utilizzato solo lievito madre, sono occorse almeno 40 ore di lievitazione:  per poter infornare il panettone la domenica pomeriggio, ho dovuto cioè iniziare il primo impasto il venerdì sera.
  • Le dosi riportate sono per due panettoni da 750g
  • Piccolo Furfante ha collaborato solo nella parte finale (3° fase), più per motivi pratici di orario (alle 22.00 stava già ronfando alla grande) che per la difficoltà della preparazione

L’impasto, come dicevo, ha bisogno di una lavorazione lunga, che si effettua in tre momenti:

Prima fase (venerdi ore 22):

Ingredienti:

  • Lievito madre: 30g
  • Farina Manitoba 180g (60g + 60g + 60g)
  • Acqua Naturale

Rinfrescare per almeno tre volte la pasta madre, ogni volta impastando 30g di pasta madre, 30 ml acqua e 60g di farina per pane (Manitoba). Impastarla tenendola ben solida e lasciare trascorrere 6/8 ore di lievitazione fra un rinfresco ed il successivo. Alla fine dell’ultimo rinfresco, deve avere un buon profumo e solo un lieve sentore di acido.

Seconda Fase (sabato ore 22)

Ingredienti:

  • Pasta madre gr 120 – 125
  • Farina Manitoba gr 160
  • Zucchero gr 45
  • 2 Uova intere
  • Burro gr 40

Impastare il lievito madre, le uova, la farina, lavorando fino a che gli ingredienti sono ben amalgamati. Aggiungere lo zucchero, e dopo averlo bene incorporato, unire il burro ammorbidito. Lavorare a lungo fino ad ottenere una pasta liscia, elastica ed omogenea. L’ultima parte di lavorazione si effettuerà ‘sbattendo’ la pasta sulla spianatoia – ovvero sollevandola a circa 1 metro di altezza e facendola cadere sulla superficie di lavoro. Non dovrà attaccarsi e, cadendo, dovrà prendere naturalmente una forma circolare. La superficie dovra’ essere liscia.

Mettere a lievitare, quindi, l’impasto in una ciotola sigillata con un foglio di pellicola, fino a raggiungere il doppio del volume. Con una temperatura di 21C ci vorranno 10 ore.

Terza fase (domenica, ore 9:00):

Ingredienti:

  • Farina Manitoba gr 280
  • Zucchero gr 120
  • 2 Uova intere
  • 2 Tuorli
  • Sale gr 5
  • Miele gr10
  • Latte in polvere (1 cucchiaio)
  • Burro gr 115
  • Uvetta gr 150 ammollata in acqua tiepida zuccherata e poi scolata bene
  • Cubetti arancio gr 75, Cubetti cedro gr 50  fatti aromatizzare in acqua d’arancia
    In alternativa, per aromatizzare l’impasto senza usare i canditi, si puo aggiungere la buccia di un’arancia grattugiata finemente.

Aggiungere all’impasto lievitato le uova, il miele, il latte in polvere e 200 g di farina. Lavorare fino a che l’impasto si amalgama. Aggiungere i tuorli. Una volta assorbiti i tuorli e quando l’impasto e’ ben asciutto, unire lo zucchero e poi il sale. Quando lo zucchero e’ assorbito bene, unire il burro ammorbidito, le uvette ed infine la frutta candita. Lavorare a lungo – come per il primo impasto – terminando ‘sbattendo’ la pasta sulla superficie.

Lasciare riposare la pasta nel forno spento per mezz’ora, tenendo accesa la lucetta interna. Questo permetterà di scaldare un pochino l’aria all’interno del forno – oltre che consentire di verificare la lievitazione.

Ungere le mani con il burro, prendere la porzione di pasta per il primo panettone, dare una forma circolare e mettere l’impasto nella forma. Far lievitare sempre all’interno del forno spento. Il panettone deve raggiungere il livello della forma.  Il tempo dipenderà dalla temperatura nella stanza (fra 3 e sei ore).

A lievitazione ultimata, tagliare la superficie del panettone in croce e al centro mettere un riccetto di burro. Infornare a 180° per 30 minuti (senza far asciugare troppo il panettone!!).

Togliere il panettone dal forno, infilare due ferri da calza alla base per poterlo far intiepidire capovolto. Evitare quindi, che Piccolo Furfante se lo pappi tutto prima di San Biagio!! :-)

Ecco due siti interessanti:

  • Gennarino.org (con la ricetta del panettone fatto con il lievito di birra)
  • CookAround.com(con la ricetta e dettagliate istruzioni fotografie per fare il panettone con la pasta madre)

P.S.

Gli stampi per panettone (quelli di carta) si trovano in tutti i supermercati, nel reparto cucina. E’ più facile però che li troviate con il buco in mezzo, per la preparazione di ciambelle. Non disperate! Per trasformare lo stampo in quello adatto per il panettone, è sufficiente appiattire i bordi del foro, avendo cura di chiuderlo bene! :-)

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Scarabocchi di Carnevale: tante schede di pregrafismo

Come già accennato tante volte, a Piccolo Furfante piacciono molto le schede di pregrafismo. Di solito non si limita a completare le figure o ad unire i punti ripassando sulle linee, ma fa di ognuna dei veri e propri quadri: aggiunge personaggi o qualche particolare come il sole, l’arcobaleno, le nuvole o le case, disegna il paesaggio o lo sfondo e poi colora il tutto.

Così dopo le schede sull’inverno ed il Natale, gliene ho preparate delle altre sul Carnevale. Sono materiali semplici, con tanti disegni simpatici ed accattivanti adatti ai bambini più piccoli. Gliele ho create di due diversi tipi:

Dopo il giorno della Marmotta, che ci sta tenendo occupati con tanti lavoretti, gliele proporrò per passare qualche ora rilassati a scrivere, disegnare e colorare :-)

Ecco qualche risorsa trovata in rete sempre sul tema del Carnevale:

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Top il topolino: creare giochiattoli con il cartone

L’altro giorno Franz mi ha mandato la bozza del suo prossimo racconto (a breve su HomeMadeMamma ;-) ) e presa dalla storia mi sono messa a fantasticare sui topolini e il loro minuscolo mondo.

In casa abbiamo parecchi libri che hanno per protagonisti topini e così, in attesa della storia  di Franz, io e PF ne abbiamo rispolverati alcuni:

Presi dalle storie, ci è venuta voglia di giocare un po’.  Ma se di gatti di peluche ne abbiamo  la casa piena , di topi siamo proprio scarsini… Così ci siamo dati da fare costruendo tanti topolini di cartone.

Materiale per creare i topolini:

  • rotoli di carta igienica (finiti ;-) )
  • pipette colorate o lana
  • forbici
  • colla
  • adesivo
  • pennarello indelebile nero
  • pastelli a cera o  tempere

Come li abbiamo costruiti:

Prima di tutto abbiamo colorato con i pastelli a cera i rotoli (le tempere avrebbero dato un risultato migliore, ma Piccolo Furfante aveva voglia di usare i pastelli :-) ) . Una volta colorati, li ho leggermente appiattiti e ho tagliato uno dei 2 lati aperti a forma di punta (il muso dei nostri topolini). Ho poi incollato le due parti del rotolo tra loro, chiudendo la bocca del topino, e ho dipinto nasino (pastello nero)  e occhi (pastello bianco). Usando il cartone tagliato precedentemente, ho creato le orecchie e le ho infilate dentro il rotolo facendo delle fessure con la forbice,  appena sopra gli occhi. Le fessure devono essere più piccole delle orecchie in modo da bloccarle e arricciarle leggermente. Ho, infine, tagliato una pipetta di circa 10 cm e l’ho fissata  – nella parte interna – con dell’adesivo all’altra estremità del rotolo aperto, creando così la codina.

Abbiamo creato topolini di vari colori: marroni, blu, rossi, arancioni… ed ora, legandoli tutti tra loro con una cordicina fissata poi alla vita di PF, ci divertiamo a fare i Pifferai Magici ;-)

Ecco altre idee dalla rete per giocare con i topini:

Ora non ci rimane che aspettare che la storia di Franz (e del suo simpatico Topolino) sia finita :-)

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Sam: il pupazzo dai capelli d’erba di mamma Claudia

Sono moooolto emozionata nello scrivere questo post, per due motivi, emtrambi importanti:

  1. perchè parla di una mamma che stimo, che mi offre spunti e suggerimenti per nuove e divertenti attività da fare (per esempio l’uovo-porta semi) , consigli su libri da leggere e racconti di vita quotidiana insieme al suo bellissimo Topastro :-)
  2. perchè è il mio primo post “recensione

Prima di Natale ho ricevuto una simpatica mail da parte di Claudia – del neonato blog  Pollon 72 – che mi inviava alcune foto dei suoi bellissimi pupazzetti dai capelli d’erba. Pupazzetti che lei crea utilizzando materiale riciclato e che fa per il suo piccolo Topastro o dona  a bambini di amici e parenti .

Appena viste le foto, mi sono subito innamorata di questi teneri e buffi pupazzi e, così, potete immaginare la mia gioia quando Claudia mi ha chiesto se mi avrebbe fatto piacere riceverne uno, da poi eventualmente recensire. :-)

Ero strafelice all’idea: malgrado le spiegazioni dettagliate fornitemi da Claudia, non sarei MAI riuscita a farne uno bello come i suoi!! Ho accettato senza esitazione e Claudia alla velocità della luce lo ha fabbricato appositamente  per PF e ce lo ha fatto avere a tempo di record.

Piccolo Furfante ha scartato il pacco eccitatissimo ed è rimasto colpito dalla “sorpresona” (come l’ha chiamata lui). Abbiamo letto con attenzione la lettera scritta da Claudia (simpaticissima!) che ci spiegava come far crescere i capelli al nostro nuovo amico, ribattezzato Sam da PF. Abbiamo seguito le indicazioni  alla lettera e atteso con pazienza (a dire il vero PF…con POCA pazienza ;-) ).

Dopo un primo bagnetto ed alcuni giorni di ” cura” si sono visti i primi filetti d’erba spuntare e dopo 3 giorni sono diventati una vera e propria capigliatura, folta e dritta (suscitando l’invidia di Papà Ema :-) ), che Piccolo Furfante si è divertito a tagliare, sfoltire e pettinare!! :-)

Quello che mi ha più colpito di questa divertente esperienza è stata la dedizione di Piccolo Furfante nei confronti di SAM. Di solito l’annaffiatura dei nostri semini o delle pianticelle è una cosa che devo ricordargli io o che fa-  un po’ per abitudine -  prima di andare a scuola. In questo caso, invece, Piccolo Furfante era davvero preso dal suo compito di accudimento. Al mattino, è sempre corso a controllare la crescita dei “capelli”  di Sam e così al suo ritorno pomeridiano da scuola. Nella foto qui a lato potete vedere Sam che fa colazione insieme noi con la sua bella tazza di latte ! :-)

L‘annaffiatura di SAM è diventata una specie di rito e SAM è diventato un membro della famiglia che pranza e cena con noi. PF aggiorna delle “condizioni pilifere” del suo pupazzo Papà Ema appena torna dal lavoro, i nonni quando vengono a trovarci e lo mostra tutto fiero ai suoi amichetti… E’ orgoglioso del buono stato di “salute” di SAM e se ne fa un vanto! :-)

A dire il vero PF ha qualche riserva sul colore dei capelli di SAM (naturalmente verde!): lui li preferiva neri… ma su questo c’è poco da fare!! ;-)

Claudia, sempre molto disponibile,  vi offre le indicazioni per costruire il vostro pupazzetto, eccole a voi:

Servono  pochi materiali: segatura, semi di erba e collant o gambaletti di nylon.

Si taglia un pezzo di collant, da una parte deve essere chiuso (la parte del piede) e dall’altra aperto. Si mette sul fondo chiuso del collant una manciata di semi di erba e poi si prosegue riempiendo con segatura, comprimendola un pochino: la palla che formerà la testa deve essere compatta. Man mano che si riempie il collant si spinge la segatura verso il basso e si da una forma arrotondata od ovale alla faccina.
Una volta raggiunte le dimensioni giuste, (si può fare un pupazzetto piccolo oppure più grande) si chiude con un nodo o con del filo e si procede a decorare la faccina. Si possono incollare o cucire materiali vari per creare occhi e bocca e formare delle escrescenze che saranno il naso o le orecchie. Basta un po’ di fantasia e si può realizzare un cagnolino, un mostro per Halloween….

Una volta terminato il lavoro si immerge in una scodella piena di acqua e si attende che il pupazzo abbia assorbito acqua in ogni parte poi si posiziona in un sottovaso e si aggiunge un po’ di acqua ogni giorno. Deve rimanere sempre umido e dopo pochi giorni spunteranno i capelli :-)


Ringrazio davvero di cuore Claudia, non solo per questo magnifico regalo, ma anche per le tante idee e spunti che mi offre, per la sua simpatia, la sua creatività e i tanti suggerimenti libreschi che hanno già arricchito la mia libreria e quella di Piccolo Furfante. Potete trovarla sul suo blog ed anche  su anobii… Non perdetela di vista!! :-)

Avvertenza:

Claudia non vende le sue produzioni (che peccato però!! :-( ), ma è disponibilissima a fornirvi chiarimenti e  a rispondere ai vostri dubbi sulla creazione dei pupazzetti d’erba. Contattatela sul suo blog!!

Cucinare con i bambini: i ravioli al cavolo nero di Nonna Antonietta

La Famiglia P.  adora mangiare in compagnia. :-) Nei weekend spessissimo organizziamo pranzi, cene o semplici merendine a casa nostra: cibo e buona compagnia ci danno la carica per affrontare al meglio la settimana a venire. Così ci ritroviamo con amici e parenti davanti a pizze fumanti, tacchini ripieni, torte farcite e cioccolate calde.

Va da sè che anche gli inviti non mancano mai e, dato l’amore dei fornelli di Papà Ema e Piccolo Furfante,  questi si trasformano in occasioni per preparare leccornie e sperimentare piatti.

Proprio domenica scorsa era  in programma una cenetta e così i miei due cuochi si sono lanciati nella preparazione di un piatto più che collaudato: i ravioli di nonna Antonietta con ripieno di Cavolo Nero dell’orto di nonno Gianni  :-)

Ecco gli ingredienti per 4/5 persone:

Per la pasta:

  • 150g Farina di grano tenero 00
  • 150g Farina di Semola di grano duro
  • 1 uovo
  • 1 bicchiere di acqua
  • 1 pizzico di sale

Per il ripieno:

  • 15 foglie di cavolo nero
  • 200 g di ricotta
  • 30 g di parmigiano grattuggiato o a scaglie
  • Sale, Pepe

Per il Condimento:

  • Burro
  • Salvia
  • Scorza d’arancia
  • Parmigiano

Come li hanno preparati:
Hanno messo a sgocciolare la ricotta in un colino a maglia fine e raccolto 15 foglie di cavolo nero dall’orto di nonno Gianni. Hanno intenerito le foglie, cuocendole a vapore per 5 minuti.
Nell’attesa hanno preparato la pasta dei ravioli unendo le due farine, l’acqua (100ml), l’uovo  ed un pizzico di sale. Hanno amalgamato bene gli ingredienti, impastando con forza  per 5 minuti. Hanno quindi avvolto la pasta nella pellicola e l’hanno lasciata riposare per mezz’ora. Papà Ema ha vegliato affinchè Piccolo Furfante non se la pappasse tutta cruda!! :-)

Nel frattempo, hanno preparare il ripieno in questo modo: hanno eliminato dalle foglie di cavolo nero la parte centrale più rigida ed hanno trirato finemente la parte tenera e scura (Potete tenere qualche foglia intera per decorare il piatto prima di servire).
In una ciotola hanno mescolato la ricotta scolata, il sale, il pepe, il parmigiano ed il cavolo nero tritato, amalgamando bene il tutto.

Ora non mancava che confezionare i ravioli:

Hanno preso due pezzi di pasta di uguali  dimensioni e li hanno tirati a sfoglia sottile. Se usate la macchina per la pasta, lo spessore è quello della penultima tacca o – se riuscite – intermedio fra la penultima e l’ultima.

Una volta spolverizzato il piano di lavoro con un po’ di farina di semola, hanno appoggiato la prima sfoglia ed aiutandosi con due cucchiaini, hanno posto le palline di ripieno sulla pasta, lasciando lo spazio necessario tra una e l’altra  per poter formare i ravioli. Hanno quindi appoggiato sopra alla prima sfoglia (e alle palline) la seconda  e con le dita hanno sigillato la pasta attorno  a ciascuna pallina di ripieno. Con un tagliapasta o  una formina hanno separato i ravioli.

Una volta pronti, li hanno  cotti in acqua salata per 5 minuti; li hanno scolati direttamente dalla pentola ad una padella dove avevano fatto soffriggere la salvia e una fettina di scorza d’arancia in 50g di burro.

Prima di servire hanno sparso una ‘nevicatina’ di  parmigiano.

I nostri ravioli sono stati un successone, con grande soddisfazione dei due cuochi!!

Che altro dire: Buon appetito!! :-)

Prossimamente:

  • Il panettone di San Biagio
  • La bisciola della Valtellina
  • Risotto alla salsiccia di Papà Ema

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Festeggiare il Giorno della Marmotta creando lanterne di carta

Come già accennato nel mio post precedente,  il giorno della Marmotta (il prossimo 2 di febbraio) si presta ad attività legate al tema della luce e dell’ombra.

Così uno dei lavoretti che abbiamo fatto io e Piccolo Furfante è stato quello di creare una bellissima lanterna di carta.

Costruirla è stato facile, anzi facilissimo :-)

Cosa abbiamo usato:

  • Un sacchetto di carta bianco (quello del pane!)
  • Pennarello nero punta grossa
  • lucina IKEA verde
  • Fantasia

Come abbiamo fatto a crearla:

Ho disegnato sul sacchetto di carta, con il pennarello,  la faccina di una marmotta (è o non è il giorno della Marmotta!?? ;-) ). La faccina è di grandi dimensioni tanto che occupa tutto il sacchetto. Ho poi tagliato il bordo superiore della busta che risulta pertanto aperta da entrambi i lati (superiore ed inferiore). Ho appoggiato il sacchetto sulla cassettiera di Piccolo Furfante e vi ho infilato dentro la lucina IKEA (a dire il vero noi ne abbiamo due di lucine – una blu e una verde – e quindi abbiamo fatto due lanterne!) . In questi giorni, in attesa della festa della Marmotta,  quando PF vuole creare un po’ di “atmosfera ” accende le sue lanterne marmottose. E’ uno spettacolo :-)

In alternativa alle lucine Ikea è possibile utilizzare una comune torcia. Non mi fiderei mai, invece, ad usare delle candele o lampadine che potrebbero incendiare la carta!! Conoscendo l’amore per il fuoco di PF, preferisco rimandare questa esperienza ;-)

Altre idee dalla rete:

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“Alla scoperta del Carnevale”: il libro-gioco fai da te

Era da un po’ che non mi dilettavo a creare Lapbook (libretti-gioco-didattici fai da te) e così ho colto l’occasione del Carnevale per mettermi al lavoro.

Volevo realizzare qualcosa di divertente e  legato ad attività manuali.

E’ nato  così “Alla scoperta del Carnevale!” un libretto  in cui troverete:

  • un memory dei costumi
  • delle finestrelle per scoprire quattro maschere tradizionali italiane
  • un giochino di ricerca
  • un semplicissimo disegno da colorare
  • alcune schede per creare maschere di carnevale (alcune da colorare, altre da completare, altre solo da ritagliare)

Un libricino semplice semplice, ma che mi ha divertito molto costruire! Ora aspetterò le vacanze di Carnevale per proporlo a Piccolo Furfante. Non vedo l’ora!! :-)

Ecco le schede da ritagliare ed incollare sulla metà di una cartelletta di cartone.

Avvertenza: le schede con le maschere non sono da incollare, ma da lasciare libere all’interno della cartelletta che farà da custodia.

Ecco altre idee-gioco per Carnevale:

E qui gli altri lapbook che ho creato:

Buon divertimento!! ;-)

C’è posta per te: una borsa del postino tutta riciclata

Qualche tempo fa Francy mi aveva chiesto di pensare a come riciclare le borse di plastica degli agrumi. Avete presente? Quelle traforate arancioni, con il manico di plastica rigida. Così, dopo aver recuperato una busta (un’impresa complicatissima perchè Papà Ema è un maniaco della differenziata!), ho incominciato a pensare e ripensare e ri-ripensare…

Cosa farci? Un bel dilemma!!! Ma io adoro le sfide (grazie Francy di avermela lanciata!) :-)

Poi la soluzione è venuta da sè! Mi serviva una borsetta trasparente per  giocare al postino con Piccolo Furfante. A Children Museum di San Francisco, Piccolo Furfante si era divertito un sacco a consegnare lettere, nell’ufficio postale ricostruito all’interno del museo. Così appena tornata a casa avevo cominciato a conservare  buste usate , chiedendo la collaborazione anche di nonni e zii. Avevo anche creato dei francobolli finti che avevo affrancato a delle buste di varie dimensioni e colori, intestandole a PF.

Il mio mucchio di buste da consegnare aveva però bisogno di una borsa appropiata: trasparente e a tracolla! E così ecco  trovato il modo di riutilizzare il sacchetto di agrumi: costruendo una borsa!! :-)

Cosa ho usato:

  • busta di plastica traforata
  • ago e filo
  • pezzi di stoffa
  • forbici

Come l’ho realizzata:

Per fare uscire gli agrumi ho forato la busta (un piccolo buchetto) nella parte bassa. Per chiudere il foro ho cucito una piccolo orlo  con del comunissimo filo arancione. La busta in questo modo risulta chiusa sia in alto che in basso.

Ho poi preso un pezzo di cotone rosso-arancione, ho creato una fodera  con cui ho  ricoperto il manico di plastica rigida. Ho preso le misure del manico e cucito a rovescio 3 lati, lasciandone uno aperto. Ho rigirato la fadera e ho inserito il manico di plastica dal lato che avevo lasciato aperto. Ho, infine, chiuso anche quest’ultimo lato cucendolo alla busta seguendo il bordo di plastica rigido.

Ho poi  tagliato la maglia  traforata da un solo lato, seguendo il bordo della federa, proprio sotto l’attaccatura del manico, avendo cura di non tagliare i bordi laterali e di non staccare il manico . In questo modo la borsa è aperta ed il manico di plastica rigida  si può ripiegare su di sè per richiuderla. Ora la nostra busta d’agrumi assomiglia  ad una grande lettera.

Per finire ho cucito un nastro arancione creando una bretella, che ho attaccato alla borsa cucendola ai lati del manico.

Con mia grande soddisfazione la nostra borsa del postino è  pronta all’uso!! :-)

Ecco altre idee tutte riciclose dalla rete:

Di come rendere il gioco del postino un’attività per apprendere divertendosi, ve lo spiego però in un altro post ;-)

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